Lucignano in Val di Chiana


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Museo Comunale

Eventi e Attrazioni

Il museo Comunale di Lucignano

Fondato nel 1924, il Museo Comunale di Lucignano è ospitato al pian terreno del Palazzo Comunale, ex Palazzo Pretorio (secc. XIII-XV). Vi si accede dalla sala di ingresso del Palazzo attraverso una porta a sesto acuto - primo ingresso principale del Palazzo - che introduce ad un corridoio coperto da una volta a botte sul quale si aprono due sale laterali comunicanti e la Sala delle Udienze dell’antico Tribunale…


Il Palazzo

Di probabile origine duecentesca, ma fortemente rimaneggiato nel Trecento, il Palazzo Comunale di Lucignano (ex Palazzo Pretorio) presenta su un lato ell'edificio un antico orologio meccanico del 1730, posto dall'artefice romano Antonio Giacchei in sostituzione del precedente. Il quadrante riporta 6 cifre romane in rame, originariamente dorate, applicate direttamente sulla facciata. Il telaio, in ferro battuto del tipo "a castello", fu riparato l'ultima volta nel 1954. Il piano terreno del Palazzo ospita il Museo Comunale di Lucignano che, fra i molti oggetti artistici, mostra anche i due pesi dell'antico meccanismo dell'orologio. Il Palazzo è inserito in uno straordinario contesto urbanistico. Con la sua caratteristica forma ellittica a strade anulari concentriche, il borgo fortificato di Lucignano costituisce uno dei più interessanti esempi di urbanistica medievale arrivato fino ai nostri giorni. Posto in una zona di notevole importanza strategica fu a lungo conteso tra le città di Arezzo, Siena, Firenze e Perugia per il dominio della Valdichiana. Munito dai senesi di una cinta muraria già dal 1371, il borgo fu ulteriormente fortificato dai fiorentini con la costruzione, attorno al 1558, di una Fortezza voluta da Cosimo I de' Medici, attribuita all'architetto Bernardo Puccini. Oltre alla Fortezza e alla Rocca nel paese sono ancora visibili ampi tratti delle mura, caratterizzate da un'ampia scarpa, tre delle porte originarie e due torri con apparato difensivo a sporgere (ballatoio in muratura).


Orologio del Palazzo del Comune


Ingresso Museo Comunale


Sala I


Lungo il lato sinistro della sala sono sistemati i due pesi dell’antico meccanismo dell’orologio della torre soprastante il Palazzo. Sul lato destro sono poste due coppie di “Testate di bara” (secc. XVII-XVIII) di scuola aretino-senese dipinte in entrambe le facciate. La prima (“L’incoronazione della Vergine” e la “Visitazione”), datata 1626, è stata attribuita alla bottega di Sebastiano Folli (Siena 1569-1621). La seconda - datata anch’essa 1626 - raffigura un ”Cristo in pietà sorretto da due angeli” (bottega di Sebastiano Folli, recante la scritta in alto in latino: “Hodie mihi cras tibi”, “Oggi a me domani a te”) e un’ “Annunciazione” di Sebastiano Folli. La terza ritrae “San Carlo Borromeo” e “Cristo redentore” (1627) e la quarta “San Biagio e San Michele Arcangelo” e “San Francesco e San Felice Papa”. Entrambe sono di bottega aretino/senese.


nella foto: Bottega aretino/senese, Testata di bara ( Cataletto Senese ), “San Biagio e San Michele Arcangelo”


All’interno della vetrina posizionata alla fine del corridoio sono esposti alcuni oggetti provenienti dal Santuario di Santa Maria della Querce: un Turibolo e navicella (datati 1628); uno stupendo Cofanetto in legno e osso, opera della Bottega degli Embriachi (Genova, fine sec. XIV-inizi XV); una tavoletta di Lippo Vanni (doc. 1344-1373) raffigurante una “Madonna in trono con il Bambino tra San Giovanni Battista e San Pietro” (sec. XIV) che in origine faceva parte di un’anconetta (poi rubata nel 1974); una Croce astile di bottega umbro/toscana raffigurante “Cristo Crocifisso con Dio padre tra San Sebastiano e San Rocco” (sec. XVI).


Lippo Vanni, “
Madonna in trono con il Bambino tra San Giovanni Battista e San Pietro"


Croce astile di bottega umbro/toscana, “
Cristo Crocifisso con Dio padre tra San Sebastiano e San Rocco


Autore ignoto, “
Santa Caterina da Siena in preghiera

Sulla parete di fronte si trova un Inginocchiatoio di manifattura toscana (sec. XVII) e un ovale di autore ignoto raffigurante “Santa Caterina da Siena in preghiera” (sec. XVIII).

Sala II


Nella prima delle due sale comunicanti troviamo due interessanti tavole di Luca Signorelli (ca. 1450-1523) rappresentanti “San Francesco che riceve le stimmate” e una “Madonna col Bambino”. La prima opera è riconducibile ad un intervento del Signorelli effettuato nel 1482 sull’armadio che, nella Chiesa di San Francesco, doveva contenere il celebre reliquiario detto “Albero della Vita” o “Albero d’oro”. La seconda doveva far parte di un’opera più ampia, come dimostra lo sfondo in oro puntinato e la soppressione delle figure ai lati della Madonna. Sulla base della cornice si può leggere: “Verbum caro factum est et abitavit nobis”, “Il Verbo si è fatto carne ed è venuto in mezzo a noi”. Nella medesima sala si trovano anche un pannello intagliato di manifattura toscana (sec. XVII), un cassone quattrocentesco e un seggiolone e una sedia del XVII secolo.



Luca Signorelli, “
San Francesco che riceve le stimmate


Luca Signorelli, “
Madonna col Bambino


Sala III


Nella Sala III sono collocate diverse opere di scuola senese databili tra il XIII ed il XV secolo. Una bellissima “Madonna col Bambino in trono e donatrice” (ca. 1320) attribuita a Niccolò di Segna (notizie 1331-1345), con la donatrice raffigurata in basso a destra e la scritta “Monna Muccia moglie che fu di Guerrino Ciantari”, oltre ad un bel trittico di Bartolo di Fredi (1330 ca.-1410) rappresentante una “Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista” (sec. XIV).
Nella parete di fondo è esposta un’opera di Pietro di Giovanni d’Ambrogio (ca. 1409-1449) raffigurante “San Bernardino da Siena” (1448) che ammonisce al disprezzo delle cose terrene e tiene sotto i piedi le mitrie, simboli del potere ecclesiastico (messo in evidenza dal contrappunto dei colori blu ed oro di sfondo del dipinto che la critica ha definito unanimemente un autentico capolavoro.


Bartolo di Fredi, “
Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista



Niccolò di Segna, “
Madonna col Bambino in trono e donatrice

Dall’altro lato, sulla stessa parete, si può ammirare una “Crocifissione” del XIII secolo - fortunosamente recuperata durante i lavori nel Palazzo Comunale - che studi recenti hanno attribuito ad ambito umbro. Per la vivacità dei suoi colori e per i particolari dei personaggi è ritenuta un’opera di grandissimo valore artistico e culturale.
Al centro della sala è posto un tavolo seicentesco in noce “a fratina” e sulla parete di fondo un tripode in ferro battuto con ornamenti traforati nella parte superiore, appoggio per braciere o bacile (sec. XV); un seggiolone e uno sgabello in legno (sec. XVII).



Bottega umbra, “
Crocifissione

Sala IV


La volta e le lunette della Sala delle Udienze dell’antico Tribunale sono affrescate con un ciclo di uomini illustri, omaggio alla grandezza degli antichi ed insieme esempio per coloro che dovevano amministrare la giustizia. Il ciclo - realizzato tra il 1410 ed il 1479 - si colloca nella tradizione delle rappresentazioni degli eroi antichi, tratti dalla storia romana e dalla Bibbia (da Salomone a Virgilio, da Aristotele a Giano, etc.), che a partire dal XIV secolo compaiono nelle decorazioni delle sale dei Palazzi Pubblici da Firenze a Siena. Un’iscrizione nella parete d’ingresso ne ricorda la sua funzione e recita: “Parla pocho odi assai guarda el fine de ciò che fai” ed ancora un’altra iscrizione ammonisce: “Odite l’altra parte”.



Sala delle Udienze, Particolari degli affreschi



Sala delle Udienze, Particolari degli affreschi



Al centro della Sala è collocata una vetrina contenente l'ALBERO DELLA VITA, detto anche "Albero d'oro" o "Albero di Lucignano" o "Albero dell'amore"; esempio unico al mondo di reliquiario a foggia d’albero, realizzato tra il 1438 e il 1479, la sua realizzazione ha richiesto oltre centoventi anni di lavorazione. Iniziato nel 1350 è stato terminato nel 1471 dal noto orafo senese Gabriello d’Antonio. La sua composizione di rame dorato e argento, le sue decorazioni con smalti, cristalli di rocca e coralli e miniature lo rendono un oggetto artistico di raro pregio e di straordinaria bellezza. Una grande base sorregge un tempietto gotico sul quale si innesta l’albero vero e proprio formato da dodici rami (sei per parte) decorati con foglie di vite, piccole teche e medaglioni, su cui sono incastonati dei rametti di corallo. Sulla sommità dell’albero sono collocati un Cristo crocifisso e sopra di esso un pellicano che si becca il petto, a rappresentare l’animale che si ferisce per sfamare i propri piccoli, così come Cristo ha versato il proprio sangue - simboleggiato dal corallo - per poter generare una nuova vita.. Anticamente gli sposi si promettavano fedelta' al suo cospetto, dopo innuverevoli disavventure quali il furto e il ritrovamento in condizioni critiche a causa dell'essere stato sotterrato e' tornato al suo antico splendore


Per informazioni, orari di aperture e/o prenotazioni tel. al n. 0575/838001 (Museo) e/o al n. 0575/838035/6/3, (Ufficio Cultura)
e-mail: museo@comune.lucignano.ar.it - www.comune.lucignano.ar.it


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